Nell’aria…profumo di tartufo

Dopo un lunga sosta senza scrivere sul blog, oggi mi è venuta voglia di informare gli amanti del tartufo che ci troviamo in un buon periodo: tartufi maturi dall’ottimo profumo.
Il tartufo è buono solo quando è maturo, infatti i cani riescono a fiutare solamente i tartufi maturi e sono solo quelli a essere cavati. La zappa non fiuta, infatti il cavatore “disonesto” dá una zappata e trova tartufi maturi e non maturi. Poi, i tartufi acerbi vengono messi sul mercato lo stesso, anche se sanno di poco e sono di qualità molto inferiore.
Per scegliere un buon tartufo, in primo luogo, bisogna valutare il grado di maturazione. Poi, visto che si tratta di un prodotto vivo, è importante il suo stato di salute, cioè che il tubero non sia attaccato da muffe e marciumi. Un’altra caratteristica da valutare ma non fondamentale è la forma, i tartufi più sono rotondi e più sono presentabili.
Per la conservazione, prima di tutto va detto che il tartufo più è fresco più è buono. Quando lo tiri fuori dalla terra ha una certa intensità di profumo e di sapore, il giorno dopo ne ha meno, e quello dopo meno ancora. Dunque è meglio mangiarlo il prima possibile.
Comunque può durare una settimana-dieci giorni, ma a patto che sia tenuto bene. Bianchi e neri si conservano in modo diverso perché il nero, a differenza del bianco, durante la conservazione non si deve asciugare. Perciò, il tartufo nero non va tenuto nel riso o nella farina che asciugano, ma in frigorifero a 4-5 gradi  in un vasetto di vetro avvolto ognuno da carta assorbente, avendo l’accortezza di sostituirla ogni giorno. Così si mantiene buono, non si rovina e non cala di peso.

Tartufai contro i Cacciatori

Il Tartufaro di Larino arriva sulla testata “L’INFORMAZIONE di REGGIO EMILIA”. Qualche giorna fa mi è arrivata una telefonata da un carissimo amico dicendomi che la mia foto si trovava in prima pagina su “L’informazione di Reggio Emilia” allegata ad un articolo che mette i tartufai contro i cacciatori di cinghiali. L’associazione ”Tartufai reggiani” ha denunciato il rischio di gravi infortuni che incorrono tartufai, cacciatori, cercatori di funghi e tutti coloro che in autunno frequentano il bosco nel periodo relativo alla caccia del cinghiale. Anche in Molise si corre lo stesso rischio. Infatti sono daccordo con gli “amici” tartufai reggiani che il problema, anche nella mia zona, potrebbe essere scongiurato,  evitando gravi pericoli, adottando maggiori precauzioni: per esempio utilizzando una cartellonistica in cui venga specificata l’area e l’ora di battuta.

Anticipata al 4 ottobre 2009 la raccolta del tartufo bianco

La Giunta provinciale di Isernia ha deciso di anticipare al 4 ottobre 2009 l’apertura della raccolta del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico). Il provvedimento, adottato con la delibera numero 124 del 22 settembre 2009, fissa anche la data di chiusura per la raccolta del tubero, prevista per il 31 dicembre 2009.
“La delibera, - ha affermato l’assessore all’Agroindustria, Francesco Del Basso -, è stata proposta di comune accordo con l’assessore provinciale Borgia di Campobasso e il collega della Provincia di Chieti Caporrella. Il provvedimento - ha aggiunto - si è reso necessario in seguito alle numerose richieste pervenuteci e in conseguenza dell’andamento climatico che ha favorito l’anticipo della produzione del tartufo bianco”. Durante la riunione dell’esecutivo del 22 settembre, inoltre, il presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, ha ribadito la necessità di provvedere in tempi rapidi al rilancio dell’intero settore tartuficolo. “La raccolta e la commercializzazione del tartufo - ha detto il presidente Mazzuto - deve essere uno dei pilastri portanti dello sviluppo economico della nostra provincia.
Per questi motivi, ritengo che sia necessario iniziare a sviluppare da subito, in accordo con i cercatori di tartufo, i commercianti e le associazioni di settore un progetto di ampio respiro che possa portare alla valorizzazione del prezioso tubero. A tal proposito, - ha concluso il presidente - ho concordato con l’assessore all’Agroindustria, Francesco Del Basso, la convocazione, a breve scadenza, di una riunione con tutti i soggetti interessati”.
L’assessore Del Basso ha anche illustrato i punti salienti del progetto per la valorizzazione del tartufo che è basato su tre fasi: tutela del tubero; commercializzazione con l’istituzione di un borsino del tartufo e valorizzazione. “Abbiamo intenzione - ha sottolineato Del Basso - di realizzare un progetto che tenda a legare sempre più questo prodotto al territorio mediante lo sviluppo di un turismo enogastronomico di qualità. In particolare, vogliamo creare un marchio di qualità denominato ‘Ristoranti del tartufo della Provincia di Isernia’.
Questo progetto - ha concluso l’assessore - è rivolto a quei ristoranti che, sottoscrivendo un rigido disciplinare sull’uso del tartufo della Provincia di Isernia, ci aiuteranno ad elevare il livello qualitativo dell’offerta enogastronomica”.

Tortino al Tartufo Nero

Tortino al Tartufo nero su letto di Zucchine.

Ingredienti per 8 Tortine

3 uova
1 cucchiaio di prezzemolo                                                                                                                                                                                                                 1 cucchiaio di Tartufo Nero macinato
50 g di parmigiano

1/2cipolla                                                                                                                                                                                                                                                3 zucchine

3 cucchiai di olio  extravergine
tartufo a fette
Sale
Pepe

Procedimento

Tagliate le zucchine a rondelle, tritate la cipolla e doratela in una padella con 3 cucchiai d’olio, quindi aggiungere le zucchine e rosolatele per 5 minuti. Dopo la cottura frullate il tutto per preparare il letto. Nel frattempo montate le uova con i restanti  ingredienti quindi versate il composto ottenuto negli appositi stampinine cuocete in forno caldo 5/10 minuti a 200°.  Sfornate i tortini e adagiateli sul letto di zucchine aggiungendo le fettine di tartufo nero.

 

Ravioloni con funghi porcini e tartufo nero.

Ingredienti e dosi per 8 persone
Per la pasta:

200 g di farina                                                                                                                                                                                                                                 2 uova
1 cucchiaio di prezzemolo
Sale
Per il ripieno:
300 g di funghi porcini
100 g di cipolla
50 g di formaggio parmigiano
4 fette di pancarré
Latte
1 spicchio di aglio
Prezzemolo
4 cucchiai di olio d’oliva extra-vergine
tartufo a fette
Sale
Pepe

Impastate la farina con le uova, un pizzico di sale e una cucchiaiata di prezzemolo tritato. Lasciate riposare la pasta al fresco per 30 minuti e, intanto, mondate i porcini e una parte tagliateli a lamelle. Metteteli a rosolare in quattro cucchiai d’olio insieme con la cipolla e uno spicchio d’aglio tritati. Salate, pepate e tenete su fuoco vivo fino a quando il tutto risulterà asciutto. Passate allora i porcini al tritatutto insieme con il pane ammollato nel latte e strizzato, raccogliendo il ricavato in una ciotola. Amalgamatevi il parmigiano, sale, pepe e un pizzico di prezzemolo tritato. Con la macchinetta tirate la pasta in sfoglie sottili. Ritagliatele a quadrati di 5 centimetri di lato; al centro di ognuno mettete una cucchiaiata di composto con i porcini. Quando tutti i ravioloni saranno pronti, lessateli scolandoli al dente. Per il condimento, rosolate nel burro con i porcini a fette,  poi unite delle fettine di tartufo nero a fette.
Fateli saltare a fuoco vivo in modo che si insaporiscano, cospargeteli con il parmigiano con delle fettine di tartufo nero, quidi serviteli.

Raccolta del tartufo, l’A.D.A.T. propone l’apertura anticipata.

L’ass. regionale a difesa dell’ambiente e del tartufo,informa i cercatori di tartufo molisani,che in data 2 Settembre 2009 è stata inoltrata presso la Provincia di Isernia la richiesta di apertura anticipata del tartufo bianco dal 15 Ottobre al 1 Ottobre 2009, la stessa è stata presentata alla Provincia di Campobasso il 14 Ottobre. Tale richiesta scaturisce da precisi motivi di ordine climatico ed economico,dai dati forniti dal CNR e dall’Isac l’andamento pluviometrico Italiano ed in particolare molisano fa registrare precipitazioni piovose superiori alla norma,nei primi 6 mesi del 2009. Come sappiamo le piogge primaverili ed estive sono fondamentali per la nascita del tartufo bianco,i dati forniti coprono il periodo Gennaio-Agosto, in attesa delle piogge di settembre che già sono cadute in abbondanza si prospetta una stagione positiva.
L’attuale legge regionale in materia di raccolta e commercializzazione del tartufo vieta la ricerca del prezioso fungo nel mese di Settembre, la nostra associazione che si batte per la libera ricerca e per una maggiore tutela del territorio regionale, invita  il Corpo Forestale dello Stato e la Polizia provinciale, di Campobasso ed Isernia, ad intensificare i controlli in quanto molti cercatori di tartufo,violando la legge già raccolgono il tartufo, a scapito di quei cercatori onesti che attendono la data di apertura; dalle notizie che abbiamo già si segnalano ritrovamenti di tartufi bianchi di notevoli dimensioni. L’altro motivo,sta nel fatto che le altre Regioni italiane aprono la stagione al 10 Settembre come la Toscana,e già nei primi giorni di Ottobre si hanno le prime fiere mercato, di conseguenza noi molisani saremmo economicamente penalizzati, dal mancato accoglimento della richiesta.
Si invitano per tanto, le amministrazioni provinciali ad accogliere la richiesta e i cercatori di tartufo a non violare la legge, in quanto si arrecano gravi danni alle tartufaie naturali.

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Sagra dei funghi porcini a Cusano Mutri Benevento

Dal 17 settembre al 4 ottobre 2009 si terrà a Cusano Mutri la XXXI edizione della Sagra dei funghi.

Gastronomia, sport, arte, cultura, storia saranno i protagonisti di questa lunga ed attesa kermesse che piace a grandi e piccini. Dagli stand gastronomici ubicati in Piazza Orticelli, dove saranno preparati piatti prelibati con prodotti di qualità, si dipaneranno, lungo il centro storico, botteghe di artigianato e prodotti tipici, punti di ristoro con dolci e rustici, esposizioni artistiche e mostre fotografiche.
Passeggiando per le caratteristiche strade lastricate in pietra, si potranno visitare, accompagnati da guide locali, gli angoli più suggestivi e le chiese del borgo, il Museo civico del Territorio.
Le strade e le piazze saranno, inoltre, animate da tanta buona musica, di tutti generi, per offrire un piacevole e variegato intrattenimento.
Uscendo dal paese, invece, sarà possibile cimentarsi in affascinanti escursioni naturalistiche alle Gole di Caccaviola, al sentiero del Salto dell’Orso, alle Forre di Lavello, alla miniera di bauxite, al sentiero del Monte Calvario per divertirsi e rilassarsi nella natura più accattivante. Ci saranno inoltre, passeggiate a cavallo, escursioni in fuoristrada ed in quad per percorrere itinerari inconsueti.
Sabato 26 settembre la Sagra dei funghi si arricchirà di un ulteriore evento: la notte bianca, per ballare, cantare, assaporare e svagarsi fino al mattino tra le verdi montagne del Matese.

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Tagliatelle con Porcini e Tartufo Bianco

A tutte le persone che la domenica fanno la pasta in casa consiglio questa ricetta:

Ingredienti per 6 persone

500 g di tagliatelle
1 barattolino di Porcini e Tartufo Bianco
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale, pepe e prezzemolo q.b.
parmigiano grattugiato

Ricetta con Porcini e Tartufo Bianco

Procedimento
Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata, nel frattempo, in una padella, imbiondite l’aglio nell’olio quindi unite la crema di Porcini e Tartufo Bianco. Scolate le tagliatelle e fatele saltare nella padella con la crema mescolando di tanto in tanto. Aggiungete un pizzico di pepe e spolverizzatele col prezzemolo tritato. Portate subito a tavola questa squisitezza che vi consiglio di servire con poco parmigiano grattugiato.

Fusilli con Zucchine e Tartufo

Fusilli con zucchine e tartufo

Ingredienti:

180g di pasta corta

1 cipolla

2 zucchine

1 vasetto di salsa tartufata

Parmigiano reggiano grattugiato

Olio extravergine di oliva

Sale

Preparazione:

Tagliate la cipolla a rondelle e fatela cuocere in padella con olio extravergine di oliva. Quando comincia a dorarsi aggiungete le zucchine tagliata a dadini .

Nel frattempo fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Una volta che la pasta sarà cotta fatela saltare in padella con le zucchine e aggiungente salsa tartufata e parmigiano a piacere.

RELAX nelle tartufaie?!?!?!?!?

Siamo nel periodo di chiusura per la ricerca del tartufo e, come da calendario, aspetto il 15 di ottobre per l’apertura del tartufo bianco. Mi auguro che quest’anno, durante il periodo di pausa, non arrivino i “bracconieri”. Uno dei fenomeni piu dannosi e al tempo stesso molto diffuso per le tartufaie è il bracconaggio. Il bracconiere è colui che non rispetta le regole, pertanto cercare tartufo nel periodo di chiusura diventa la cosa piu naturale di questo mondo. La gravità della ricerca del tubero, nei periodi di chiusura, sta nel fatto che questi periodi coincidono con i tempi di riproduzione del tartufo, pertanto scavare i cosiddetti FIORONI contribuisce alla inevitabile distruzione di questo patrimonio. Il tutto si aggrava perchè i “bracconieri”, nei periodi di riproduzione del tartufo, cavano senza l’ausilio del cane e utilizzano la zappa. Questo metodo, vietato, consiste nell’individuare una probabile tartufaia e intervenire con la zappa estirpando così il tartufo non maturo e distruggendo la rizosfera. Con questo sistema vengono distrutte ogni anno migliaia di tartufaie che, pur continuando la produzione, danno un prodotto scadente sia come qualità che come quantità. Naturalmente tale fenomeno non conosce restrizioni perchè i controlli sono molto scarsi, sia perchè i controllori sono pochi e sia perchè il controllo è davvero difficile. Infatti pensare di riuscire a controllorare il vasto ed impervio territorio tartufigeno è impresa davvero ardua. Bisognerebbe pensare ad un controllo alternativo, ad esempio l’autocontrollo fatto dagli stessi cercatori magari dopo aver frequentato un corso di formazione che dia le nozioni di base su come prevenire e reprimere il fenomeno del bracconaggio. Io spero che in futuro si riescano realmente a recepire le grandi potenzialità che ha il tartufo sia a livello culturale che a livello turistico.