Nell’aria…profumo di tartufo

Dopo un lunga sosta senza scrivere sul blog, oggi mi è venuta voglia di informare gli amanti del tartufo che ci troviamo in un buon periodo: tartufi maturi dall’ottimo profumo.
Il tartufo è buono solo quando è maturo, infatti i cani riescono a fiutare solamente i tartufi maturi e sono solo quelli a essere cavati. La zappa non fiuta, infatti il cavatore “disonesto” dá una zappata e trova tartufi maturi e non maturi. Poi, i tartufi acerbi vengono messi sul mercato lo stesso, anche se sanno di poco e sono di qualità molto inferiore.
Per scegliere un buon tartufo, in primo luogo, bisogna valutare il grado di maturazione. Poi, visto che si tratta di un prodotto vivo, è importante il suo stato di salute, cioè che il tubero non sia attaccato da muffe e marciumi. Un’altra caratteristica da valutare ma non fondamentale è la forma, i tartufi più sono rotondi e più sono presentabili.
Per la conservazione, prima di tutto va detto che il tartufo più è fresco più è buono. Quando lo tiri fuori dalla terra ha una certa intensità di profumo e di sapore, il giorno dopo ne ha meno, e quello dopo meno ancora. Dunque è meglio mangiarlo il prima possibile.
Comunque può durare una settimana-dieci giorni, ma a patto che sia tenuto bene. Bianchi e neri si conservano in modo diverso perché il nero, a differenza del bianco, durante la conservazione non si deve asciugare. Perciò, il tartufo nero non va tenuto nel riso o nella farina che asciugano, ma in frigorifero a 4-5 gradi  in un vasetto di vetro avvolto ognuno da carta assorbente, avendo l’accortezza di sostituirla ogni giorno. Così si mantiene buono, non si rovina e non cala di peso.

Anticipa la raccolta del tartufo estivo 2010

Al via la raccolta del tartufo estivo

L’amministrazione provinciale di Isernia si allinea a quella di Campobasso e apre le porte ai cercatori

L’amministrazione provinciale di Isernia autorizza, a partire da domenica 16 maggio 2010 la raccolta del tartufo estivo o scorzone. La decisione è stata assunta dopo aver preso atto dell’intenzione di anticipare il periodo di raccolta del Tuber aestivum anche da parte della Provincia di Campobasso. “L’apertura anticipata della raccolta dello scorzone – ha precisato l’assessore all’Agroindustria (Sviluppo e Produzione tartuficola), Francesco Del Basso – è stata proposta di comune accordo con l’assessore provinciale Michelino Borgia di Campobasso e il collega della Provincia di Chieti Eugenio Caporrella. Il provvedimento – ha aggiunto – si è reso necessario in seguito alle numerose richieste pervenuteci dai cercatori ed in conseguenza dell’andamento climatico che ha favorito l’anticipo della produzione del Tuber aestivum”. Durante la riunione dell’esecutivo dell’11 maggio scorso il presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, ha fatto il punto sull’azione di rilancio del settore tartuficolo, soffermandosi in particolar modo sull’instancabile attività di controllo del territorio finalizzato al contrasto alla raccolta abusiva di tartufi in Provincia di Isernia. “Abbiamo messo in campo – ha precisato il presidente Mazzuto – un’azione sinergica tra il nostro Ente e tutti gli attori della filiera: i cercatori di tartufo, i commercianti e le associazioni di settore, al fine di sviluppare nella nostra provincia un’economia che ruoti attorno a questo pregiato tubero. È un progetto ambizioso che porterà a legare in maniera inscindibile il tartufo al nostro territorio, anche mediante lo sviluppo di un turismo enogastronomico di qualità”.

Svelato il Dna del tartufo nero: nuova arma contro le frodi

 

Sono anni ormai che l’Italia cerca un sistema per difendersi dai tartufi contraffatti e tutelare la qualità del suo “oro nero” e adesso forse l’ha trovata.

Il merito è di una ricerca italo-francese, pubblicata sulla rivista Nature, che ha permesso di tracciare la mappa del Dna del tartufo nero, la prima di un fungo commestibile.Tutto è partito da Torino, nel 2007, quando cinquanta ricercatori italiani e francesi si sono riuniti in un consorzio e hanno avviato il progetto al quale poi hanno lavorato gruppi del Cnr di Torino e Perugia e le università di Parma, Torino, Bologna, L’Aquila, la “Sapienza” di Roma e Urbino.

Il risultato è un tracciato che – spiega Paola Bonfante dell’Istituto per la protezione delle piante del Cnr e dell’università di Torino – «permetterà di avere a disposizione migliaia di marcatori, impronte genetiche che permetteranno di tracciare i tartufi sulla base della provenienza, fornendo una sorta di certificazione del prodotto da usare anche come strumento anti-frode». Ogni anno, infatti, vengono scoperti quintali di prodotti contraffatti e tutti i tentativi di arginare il fenomeno finora non hanno dato i risultati sperati.

Il problema nasce perché il Tuber melanosporum, la varietà più pregiata tra i tartufi neri il cui prezzo oscilla tra i 900 e i 2.500 euro al chilogrammo, ha dei parenti prossimi che possono trarre in inganno anche un occhio esperto. Ad esempio, il Tuber indicum, proveniente dall’Asia e sbarcato in Europa negli anni ’90, ha un aspetto molto simile al parente “nobile” eppure non possiede alcuna proprietà organolettica.

La mappa quindi aiuterà a conferire al tartufo nero una sorta di marchio di garanzia, ma fornirà anche informazioni essenziali sulle regioni del genoma responsabili dell’aroma permettendo, entro breve tempo, di definire un profilo genetico-molecolare che coniughi origine geografica e profumo. Inoltre, i marcatori genetici svelano i meccanismi di alleanza fra il pregiato tubero e le radici di alcuni alberi, come quercia, nocciolo, salice o leccio, perché, come molti funghi, il tartufo nero produce sulle radici, in un rapporto di tipo simbiotico, alcune strutture chiamate micorrize che sono essenziali per il suo ciclo vitale e importanti per le proprietà organolettiche.

[Read more →]

LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI

Calendario di raccolta dei tartufi
“Anno 2010″
(Legge Regionale 27 maggio 2005, n. 24 e successive modificazioni ed integrazioni)
Fermo restando i poteri previsti dall’art. 8 comma 3 della L.R. n° 24/2005, così
sostituito dall’art. 3 della L.R. n° 18/2006, sul territorio della Provincia di
Campobasso la ricerca e la raccolta dei tartufi è consentita esclusivamente nei
seguenti periodi:
Tartufo nero pregiato (T. Melanosporum Vitt.)
dal 15 novembre al 15 marzo
Tartufo bianco (T. magnatum Pico)
dal 15 ottobre al 31 dicembre (solo per l’anno 2010)
Tartufo d’estate o scorzone (T. Aestivum Vitt.)
dal 1° giugno al 30 agosto
Tartufo bianchetto o marzuolo (T. Borchi Vitt. o T. Albidum Pico)
dal 15 gennaio al 31 marzo
Tartufo nero d’inverno o trifola nera (T. Brumale Vitt.)
dal 1° gennaio al 15 marzo
Tartufo moscato (T. Brumale var. Moscatum De Ferry)
dal 1° dicembre al 15 marzo
Tartufo uncinato (T. Uncinatum chatin)
dal 15 ottobre al 31 dicembre
Tartufo nero liscio (T. Macrosporum Vitt.)
dal 15 ottobre al 31 dicembre;
Tartufo nero ordinario (T. Mesentericum Vitt.)
dal 15 ottobre al 31 gennaio
La ricerca e la raccolta dei tartufi è vietata nei mesi di aprile e settembre e comunque,
benché nel periodo autorizzato, da un’ora dopo il tramonto ad un’ora prima dell’alba.
La ricerca è, altresì, permessa per l’intera settimana.

Larino. Un cinquantenne di Sant’Angelo Limosano è stato multato dal Corpo Forestale per essere stato beccato in flagranza mentre era intento, insieme al figlio, nella raccolta di tartufi neri in violazione della legge dalle parti di Larino. L’intervento è stato effettuato dal personale della Forestale in servizio al Comando Stazione di Casacalenda.
I due uomini sono stati sorpresi mentre erano intenti ad eseguire dei veri e propri scavi con l’ausilio di zappe, pratica questa vietata dalla legge perché danneggia, a volte in modo irreversibile, l’intera micorriza da cui si originano i tartufi.
Dal controllo, padre e figlio sono stati trovati in possesso di circa 200 grammi di tartufo che sono stati sottoposti a sequestro/confisca e consegnati alla Provincia di Campobasso, competente in materia. Per i due multa salata che si aggira sui 4mila euro.

Leggi tutto l’articolo via Primonumero

Tartufai contro i Cacciatori

Il Tartufaro di Larino arriva sulla testata “L’INFORMAZIONE di REGGIO EMILIA”. Qualche giorna fa mi è arrivata una telefonata da un carissimo amico dicendomi che la mia foto si trovava in prima pagina su “L’informazione di Reggio Emilia” allegata ad un articolo che mette i tartufai contro i cacciatori di cinghiali. L’associazione ”Tartufai reggiani” ha denunciato il rischio di gravi infortuni che incorrono tartufai, cacciatori, cercatori di funghi e tutti coloro che in autunno frequentano il bosco nel periodo relativo alla caccia del cinghiale. Anche in Molise si corre lo stesso rischio. Infatti sono daccordo con gli “amici” tartufai reggiani che il problema, anche nella mia zona, potrebbe essere scongiurato,  evitando gravi pericoli, adottando maggiori precauzioni: per esempio utilizzando una cartellonistica in cui venga specificata l’area e l’ora di battuta.

Anticipata al 4 ottobre 2009 la raccolta del tartufo bianco

La Giunta provinciale di Isernia ha deciso di anticipare al 4 ottobre 2009 l’apertura della raccolta del tartufo bianco (Tuber magnatum Pico). Il provvedimento, adottato con la delibera numero 124 del 22 settembre 2009, fissa anche la data di chiusura per la raccolta del tubero, prevista per il 31 dicembre 2009.
“La delibera, - ha affermato l’assessore all’Agroindustria, Francesco Del Basso -, è stata proposta di comune accordo con l’assessore provinciale Borgia di Campobasso e il collega della Provincia di Chieti Caporrella. Il provvedimento - ha aggiunto - si è reso necessario in seguito alle numerose richieste pervenuteci e in conseguenza dell’andamento climatico che ha favorito l’anticipo della produzione del tartufo bianco”. Durante la riunione dell’esecutivo del 22 settembre, inoltre, il presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, ha ribadito la necessità di provvedere in tempi rapidi al rilancio dell’intero settore tartuficolo. “La raccolta e la commercializzazione del tartufo - ha detto il presidente Mazzuto - deve essere uno dei pilastri portanti dello sviluppo economico della nostra provincia.
Per questi motivi, ritengo che sia necessario iniziare a sviluppare da subito, in accordo con i cercatori di tartufo, i commercianti e le associazioni di settore un progetto di ampio respiro che possa portare alla valorizzazione del prezioso tubero. A tal proposito, - ha concluso il presidente - ho concordato con l’assessore all’Agroindustria, Francesco Del Basso, la convocazione, a breve scadenza, di una riunione con tutti i soggetti interessati”.
L’assessore Del Basso ha anche illustrato i punti salienti del progetto per la valorizzazione del tartufo che è basato su tre fasi: tutela del tubero; commercializzazione con l’istituzione di un borsino del tartufo e valorizzazione. “Abbiamo intenzione - ha sottolineato Del Basso - di realizzare un progetto che tenda a legare sempre più questo prodotto al territorio mediante lo sviluppo di un turismo enogastronomico di qualità. In particolare, vogliamo creare un marchio di qualità denominato ‘Ristoranti del tartufo della Provincia di Isernia’.
Questo progetto - ha concluso l’assessore - è rivolto a quei ristoranti che, sottoscrivendo un rigido disciplinare sull’uso del tartufo della Provincia di Isernia, ci aiuteranno ad elevare il livello qualitativo dell’offerta enogastronomica”.

Tortino al Tartufo Nero

Tortino al Tartufo nero su letto di Zucchine.

Ingredienti per 8 Tortine

3 uova
1 cucchiaio di prezzemolo                                                                                                                                                                                                                 1 cucchiaio di Tartufo Nero macinato
50 g di parmigiano

1/2cipolla                                                                                                                                                                                                                                                3 zucchine

3 cucchiai di olio  extravergine
tartufo a fette
Sale
Pepe

Procedimento

Tagliate le zucchine a rondelle, tritate la cipolla e doratela in una padella con 3 cucchiai d’olio, quindi aggiungere le zucchine e rosolatele per 5 minuti. Dopo la cottura frullate il tutto per preparare il letto. Nel frattempo montate le uova con i restanti  ingredienti quindi versate il composto ottenuto negli appositi stampinine cuocete in forno caldo 5/10 minuti a 200°.  Sfornate i tortini e adagiateli sul letto di zucchine aggiungendo le fettine di tartufo nero.

 

Ravioloni con funghi porcini e tartufo nero.

Ingredienti e dosi per 8 persone
Per la pasta:

200 g di farina                                                                                                                                                                                                                                 2 uova
1 cucchiaio di prezzemolo
Sale
Per il ripieno:
300 g di funghi porcini
100 g di cipolla
50 g di formaggio parmigiano
4 fette di pancarré
Latte
1 spicchio di aglio
Prezzemolo
4 cucchiai di olio d’oliva extra-vergine
tartufo a fette
Sale
Pepe

Impastate la farina con le uova, un pizzico di sale e una cucchiaiata di prezzemolo tritato. Lasciate riposare la pasta al fresco per 30 minuti e, intanto, mondate i porcini e una parte tagliateli a lamelle. Metteteli a rosolare in quattro cucchiai d’olio insieme con la cipolla e uno spicchio d’aglio tritati. Salate, pepate e tenete su fuoco vivo fino a quando il tutto risulterà asciutto. Passate allora i porcini al tritatutto insieme con il pane ammollato nel latte e strizzato, raccogliendo il ricavato in una ciotola. Amalgamatevi il parmigiano, sale, pepe e un pizzico di prezzemolo tritato. Con la macchinetta tirate la pasta in sfoglie sottili. Ritagliatele a quadrati di 5 centimetri di lato; al centro di ognuno mettete una cucchiaiata di composto con i porcini. Quando tutti i ravioloni saranno pronti, lessateli scolandoli al dente. Per il condimento, rosolate nel burro con i porcini a fette,  poi unite delle fettine di tartufo nero a fette.
Fateli saltare a fuoco vivo in modo che si insaporiscano, cospargeteli con il parmigiano con delle fettine di tartufo nero, quidi serviteli.

Raccolta del tartufo, l’A.D.A.T. propone l’apertura anticipata.

L’ass. regionale a difesa dell’ambiente e del tartufo,informa i cercatori di tartufo molisani,che in data 2 Settembre 2009 è stata inoltrata presso la Provincia di Isernia la richiesta di apertura anticipata del tartufo bianco dal 15 Ottobre al 1 Ottobre 2009, la stessa è stata presentata alla Provincia di Campobasso il 14 Ottobre. Tale richiesta scaturisce da precisi motivi di ordine climatico ed economico,dai dati forniti dal CNR e dall’Isac l’andamento pluviometrico Italiano ed in particolare molisano fa registrare precipitazioni piovose superiori alla norma,nei primi 6 mesi del 2009. Come sappiamo le piogge primaverili ed estive sono fondamentali per la nascita del tartufo bianco,i dati forniti coprono il periodo Gennaio-Agosto, in attesa delle piogge di settembre che già sono cadute in abbondanza si prospetta una stagione positiva.
L’attuale legge regionale in materia di raccolta e commercializzazione del tartufo vieta la ricerca del prezioso fungo nel mese di Settembre, la nostra associazione che si batte per la libera ricerca e per una maggiore tutela del territorio regionale, invita  il Corpo Forestale dello Stato e la Polizia provinciale, di Campobasso ed Isernia, ad intensificare i controlli in quanto molti cercatori di tartufo,violando la legge già raccolgono il tartufo, a scapito di quei cercatori onesti che attendono la data di apertura; dalle notizie che abbiamo già si segnalano ritrovamenti di tartufi bianchi di notevoli dimensioni. L’altro motivo,sta nel fatto che le altre Regioni italiane aprono la stagione al 10 Settembre come la Toscana,e già nei primi giorni di Ottobre si hanno le prime fiere mercato, di conseguenza noi molisani saremmo economicamente penalizzati, dal mancato accoglimento della richiesta.
Si invitano per tanto, le amministrazioni provinciali ad accogliere la richiesta e i cercatori di tartufo a non violare la legge, in quanto si arrecano gravi danni alle tartufaie naturali.

Leggi tutto l’articolo via primapaginamolise

Sagra dei funghi porcini a Cusano Mutri Benevento

Dal 17 settembre al 4 ottobre 2009 si terrà a Cusano Mutri la XXXI edizione della Sagra dei funghi.

Gastronomia, sport, arte, cultura, storia saranno i protagonisti di questa lunga ed attesa kermesse che piace a grandi e piccini. Dagli stand gastronomici ubicati in Piazza Orticelli, dove saranno preparati piatti prelibati con prodotti di qualità, si dipaneranno, lungo il centro storico, botteghe di artigianato e prodotti tipici, punti di ristoro con dolci e rustici, esposizioni artistiche e mostre fotografiche.
Passeggiando per le caratteristiche strade lastricate in pietra, si potranno visitare, accompagnati da guide locali, gli angoli più suggestivi e le chiese del borgo, il Museo civico del Territorio.
Le strade e le piazze saranno, inoltre, animate da tanta buona musica, di tutti generi, per offrire un piacevole e variegato intrattenimento.
Uscendo dal paese, invece, sarà possibile cimentarsi in affascinanti escursioni naturalistiche alle Gole di Caccaviola, al sentiero del Salto dell’Orso, alle Forre di Lavello, alla miniera di bauxite, al sentiero del Monte Calvario per divertirsi e rilassarsi nella natura più accattivante. Ci saranno inoltre, passeggiate a cavallo, escursioni in fuoristrada ed in quad per percorrere itinerari inconsueti.
Sabato 26 settembre la Sagra dei funghi si arricchirà di un ulteriore evento: la notte bianca, per ballare, cantare, assaporare e svagarsi fino al mattino tra le verdi montagne del Matese.

Leggi tutto l’articolo via campaniain