Nell’aria…profumo di tartufo

Dopo un lunga sosta senza scrivere sul blog, oggi mi è venuta voglia di informare gli amanti del tartufo che ci troviamo in un buon periodo: tartufi maturi dall’ottimo profumo.
Il tartufo è buono solo quando è maturo, infatti i cani riescono a fiutare solamente i tartufi maturi e sono solo quelli a essere cavati. La zappa non fiuta, infatti il cavatore “disonesto” dá una zappata e trova tartufi maturi e non maturi. Poi, i tartufi acerbi vengono messi sul mercato lo stesso, anche se sanno di poco e sono di qualità molto inferiore.
Per scegliere un buon tartufo, in primo luogo, bisogna valutare il grado di maturazione. Poi, visto che si tratta di un prodotto vivo, è importante il suo stato di salute, cioè che il tubero non sia attaccato da muffe e marciumi. Un’altra caratteristica da valutare ma non fondamentale è la forma, i tartufi più sono rotondi e più sono presentabili.
Per la conservazione, prima di tutto va detto che il tartufo più è fresco più è buono. Quando lo tiri fuori dalla terra ha una certa intensità di profumo e di sapore, il giorno dopo ne ha meno, e quello dopo meno ancora. Dunque è meglio mangiarlo il prima possibile.
Comunque può durare una settimana-dieci giorni, ma a patto che sia tenuto bene. Bianchi e neri si conservano in modo diverso perché il nero, a differenza del bianco, durante la conservazione non si deve asciugare. Perciò, il tartufo nero non va tenuto nel riso o nella farina che asciugano, ma in frigorifero a 4-5 gradi  in un vasetto di vetro avvolto ognuno da carta assorbente, avendo l’accortezza di sostituirla ogni giorno. Così si mantiene buono, non si rovina e non cala di peso.

Tutti i tartufi bianchi finiscono ad Alba?

 

“Il tartufo è una truffa” dice Aldo Cazzullo
Lo spunto per questo post sui tartufi bianchi di Alba che di Alba non sono ma vengono pagati come tali me lo ha dato un articolo di Aldo Grasso “La tartufesta di Belen” sul Magazine del Corriere della sera.
Aldo Grasso, che è piemontese come Cazzullo, lo spunto lo aveva avuto dalla notizia che Belen Rodriguez, l’argentina bonazza che sta col trucido Fabrizio Corona, era stata contestata dal sindaco di Alba che non l’aveva pagata per essere arrivata tardi alla premiazione e asta dei tartufi.
“Noi langhetti siamo strani - dice Grasso - ci riempiamo la bocca di Fenoglio e Pavese ma quando dobbiamo rifilare ai turisti i tartufi non ci facciamo scrupoli: Belen Rodriguez ma anche Mara Venier…”.
Giustamente viene usato il termine rifilare perché la grande truffa che si nasconde dietro al fenomeno Tartufo di Alba, che sembra essere sempre disponibile, non viene quasi mai affrontata e quindi fa piacere leggere che almeno due piemontesi hanno il coraggio di denunciare un comportamento fuori da qualunque controllo.
Alba come Corleone?
Le domande che ogni consumatore ha in mente sono:
1) chi garantisce che i tartufi bianchi che vengono venduti come tartufi di Alba siano veramente del territorio?
2) perché i tartufi di Alba costano molto di più degli altri tartufi bianchi?
3) qualcuno saprebbe distinguere un buon tartufo bianco non di Alba da uno di Alba? Io sono pronto a scommettere di no con chiunque.
4) Io non mi dimentico lo scandalo del metanolo: allora tutti sapevano e vedevano le autobotti che uscivano al casello di Asti ma nessuno parlava.
Oggi tutti sanno che se si porta del tartufo bianco ad Alba si guadagna un 25% in più, come minimo, e quindi i mercanti di Alba comprano tartufi bianchi un po’ dovunque, tutti lo sanno ma nessuno parla.

Stefano Bonilli

I CORTI DI MOLISECINEMA PROIETTATI OGGI A ROMA

Serata speciale di MoliseCinema: l’appuntamento è per oggi dalle 20 alle 24 in piazza Farnese a Roma. Parteciperanno molti dei protagonisti del festival e verranno proiettati una selezione di corti che hanno partecipato all’ultima edizione, il corto “Appuntamento al Roma”, dedicato alla riapertura del cinema di Casacalenda, e l’anticipazione di “Camera mia” di Alessandro Piva, il progetto audiovisivo internazionale sulla condizione giovanile promosso da MoliseCinema. La serata, che si terrà nel Wine bar Camponeschi di piazza Farnese, un locale molto noto nella capitale per iniziative artistiche e culturali, è realizzata in collaborazione con “Perle del Molise”, l’azienda di Larino che valorizza il tartufo molisano. L’evento di MoliseCinema rientra nella programmazione della Settimana sullo sviluppo sostenibile promossa dall’Unesco (Commissione nazionale italiana) e dedicata al tema “città e cittadinanza” che comprende oltre 700 iniziative in tutta Italia. La riapertura dei cinema nei piccoli paesi, che MoliseCinema sostiene fin dall’inizio della sua attività, rappresenta proprio “un diritto di cittadinanza” che si inquadra in un modello di sviluppo delle comunità in cui l’accesso alle risorse culturali e al cosiddetto patrimonio immateriale sia garantito a tutti. Anche il progetto audiovisivo “Camera mia” di Alessandro Piva, che per una parte è stato realizzato durante l’ultima edizione di MoliseCinema, è ispirato al tema della diversità culturale ed è patrocinato dalla Commissione nazionale italiana dell’Unesco.

Sagra dei funghi porcini a Cusano Mutri Benevento

Dal 17 settembre al 4 ottobre 2009 si terrà a Cusano Mutri la XXXI edizione della Sagra dei funghi.

Gastronomia, sport, arte, cultura, storia saranno i protagonisti di questa lunga ed attesa kermesse che piace a grandi e piccini. Dagli stand gastronomici ubicati in Piazza Orticelli, dove saranno preparati piatti prelibati con prodotti di qualità, si dipaneranno, lungo il centro storico, botteghe di artigianato e prodotti tipici, punti di ristoro con dolci e rustici, esposizioni artistiche e mostre fotografiche.
Passeggiando per le caratteristiche strade lastricate in pietra, si potranno visitare, accompagnati da guide locali, gli angoli più suggestivi e le chiese del borgo, il Museo civico del Territorio.
Le strade e le piazze saranno, inoltre, animate da tanta buona musica, di tutti generi, per offrire un piacevole e variegato intrattenimento.
Uscendo dal paese, invece, sarà possibile cimentarsi in affascinanti escursioni naturalistiche alle Gole di Caccaviola, al sentiero del Salto dell’Orso, alle Forre di Lavello, alla miniera di bauxite, al sentiero del Monte Calvario per divertirsi e rilassarsi nella natura più accattivante. Ci saranno inoltre, passeggiate a cavallo, escursioni in fuoristrada ed in quad per percorrere itinerari inconsueti.
Sabato 26 settembre la Sagra dei funghi si arricchirà di un ulteriore evento: la notte bianca, per ballare, cantare, assaporare e svagarsi fino al mattino tra le verdi montagne del Matese.

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Annata record per il Tartufo Bianco

Annata record per il tartufo, i prezzi scendono del 70%! “Sarà l’annata del secolo per il nostro pregiato tubero, potremo dare tartufi a tutta Europa a prezzi ragionevoli”
Roma - Sarà un 2009 da ricordare per il tartufo italiano: la raccolta del tartufo bianco, che ha già preso il via in Emilia e Toscana, promette infatti, complice la copiosa pioggia dei mesi scorsi, quantità record, ottima qualità e il vantaggio di prezzi in discesa fino a circa il 70%. “Sarà l’annata del secolo per il nostro pregiato tubero, potremo dare tartufi a tutta Europa a prezzi ragionevoli”, anticipa Giancarlo Marini, imprenditore del tartufo ad Acqualagna (Pesaro-Urbino) e vicepresidente di Tuberass, l’associazione nazionale che raduna gli imprenditori del tartufo, commercianti del settore e cercatori.
La raccolta del tartufo bianco sta partendo in questi giorni nelle varie regioni, poi dal 15 novembre sarà la volta del tartufo nero pregiato, per il quale i prezzi saranno ugualmente in forte discesa. “E sarà proprio nei mesi novembre-dicembre che il tartufo sarà veramente alla portata di tutti, offrendo il miglior rapporto qualità-prezzo. Se lo scorso anno la quotazione media era di 2.500 euro al chilo quest’anno dovrebbe attestarsi sugli 8-900 euro al chilo”, sottolinea Marini. Per il prodotto di eccellenza si era arrivati fino a 5.000.
“Il tartufo bianco, di cui sono ricche molte regioni italiane, e’ un’esclusiva italiana - osserva Marini - , è un regalo che madre natura fa alla nostra Penisola. Al di fuori dell’Italia, solo in alcune aree dell’Istria è possibile rintracciarlo. E il tartufo bianco non si può neanche imitare, perché non si può riprodurre per coltivazione come avviene per quello nero”.
“Proprio per questa sua unicità - aggiunge Marini - è un prodotto che andrebbe meglio valorizzato dai nostri governanti, come vero ambasciatore del cibo made in Italy. Olio e vino lo fanno anche altri, il tartufo bianco no”.
Nelle Marche, dove Acqualagna si segnala come il ‘la roccaforte’ dei tartufi, la raccolta, in ossequio al calendario nazionale, partirà il primo ottobre. “E non si capisce perche’ ad altre regioni devono essere date anche due settimane di vantaggio nell’inizio della raccolta - commenta Marini - Il calendario di raccolta andrebbe uniformato”.
La crisi economica non ha avuto grosso impatto sugli imprenditori del tartufo, perché, come spiega Ernesto Di Iorio, imprenditore a Sant’Elena Sannita (Isernia) che ha la maggiore azienda del Sud di raccolta, conservazione e trasformazione dei tartufi, “chi ha i soldi e si può permettere i prodotti di eccellenza la crisi non la sente, una leggera flessione c’é stata invece per il tartufo più economico, quello nero estivo che si raccoglie dal primo di giugno al 31 agosto”.
Di Iorio si è segnalato lo scorso anno per aver raccolto due maxitartufi da record, di cui uno del peso di un chilo e 80 grammi l’ha donato a Telethon in occasione dell’asta internazionale per beneficienza dedicata al tartufo italiano organizzata ogni anno da Giselle Oberti in collegamento con Dubai e Macao. Lo scorso anno il maxitartufo se l’é aggiudicato per 200.000 dollari un miliardario cinese.
Ma qual’é il segreto per essere un ‘cacciatore’ dei tartufi?
‘Esperienza innanzitutto  -  risponde l’imprenditore molisano - Il cercatore deve essere bravo e deve anche avere un buon cane”. Anche per Di Iorio questo sarà un anno da record per il tartufo italiano e, soprattutto, “l’anno del riscatto dopo le ultime stagioni deludenti”.
Dagli esperti arriva anche un consiglio per i consumatori: comprate i tartufi piccoli anche esteticamente non perfetti e un po’ bitorzoluti.
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Si ringrazia Tartuflanghe per la foto.

Tagliatelle con Porcini e Tartufo Bianco

A tutte le persone che la domenica fanno la pasta in casa consiglio questa ricetta:

Ingredienti per 6 persone

500 g di tagliatelle
1 barattolino di Porcini e Tartufo Bianco
1 spicchio d’aglio
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale, pepe e prezzemolo q.b.
parmigiano grattugiato

Ricetta con Porcini e Tartufo Bianco

Procedimento
Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata, nel frattempo, in una padella, imbiondite l’aglio nell’olio quindi unite la crema di Porcini e Tartufo Bianco. Scolate le tagliatelle e fatele saltare nella padella con la crema mescolando di tanto in tanto. Aggiungete un pizzico di pepe e spolverizzatele col prezzemolo tritato. Portate subito a tavola questa squisitezza che vi consiglio di servire con poco parmigiano grattugiato.

TERMOLI SLOW: DALL’11 AL 13 SETTEMBRE 2009

Amici, questo weekend torna l’appuntamento con “Termoli Slow – Con passo lento tra i sapori della terra e del mare”, manifestazione enogastronomica ideata e organizzata dalla Condotta Slow Food di Termoli. L’evento si terrà nei giorni 11, 12 e 13 settembre 2009 dalle 18 in poi. Ogni sera, in piazza Monumento, una selezione di chef interpreterà in diretta i piatti della tradizione marinara termolese e non mancheranno i Laboratori del Gusto e le degustazioni guidate. Inoltre, ci sarà il Mercato del Gusto in cui saranno ospitati gli artigiani che rappresentano l’eccellenza agroalimentare del terrritorio molisano. La novità di questa edizione sarà l’Enoteca Letteraria, dove sorseggiando un buon bicchiere di vino si potrà leggere un libro dedicato al vino o alla gastronomia. Sono previste, inoltre, le proiezioni dei film “Terra Madre” di Ermanno Olmi e “Mondovino” di Jonathan Nossiter, entrambi anticipati dalla presentazione dei libri “Terratradita” di Paola Di Giannantonio e “Chàteau Lumière” di Antonio Attorre. La III Edizione di Termoli Slow, quest’anno, decreterà la nascita della rete TERRA MADRE MOLISE, che ha l’obiettivo di favorire, attraverso la cultura del cibo, la crescita di una rete che sappia unire i bisogni e gli interessi di tutti, produttori e consumatori, realizzando i princìpi di Slow Food del “Buono, Pulito, Giusto”. Quindi vi invito a partecipare numerosi anche per venire a degustare il TARTUFO di Perle del Molise.

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Fusilli con Zucchine e Tartufo

Fusilli con zucchine e tartufo

Ingredienti:

180g di pasta corta

1 cipolla

2 zucchine

1 vasetto di salsa tartufata

Parmigiano reggiano grattugiato

Olio extravergine di oliva

Sale

Preparazione:

Tagliate la cipolla a rondelle e fatela cuocere in padella con olio extravergine di oliva. Quando comincia a dorarsi aggiungete le zucchine tagliata a dadini .

Nel frattempo fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Una volta che la pasta sarà cotta fatela saltare in padella con le zucchine e aggiungente salsa tartufata e parmigiano a piacere.

Calendario di raccolta dei tartufi “Anno 2009″

Calendario di raccolta dei tartufi “Anno 2009″
(Legge Regionale 27 maggio 2005, n. 24 e successive modificazioni ed integrazioni) Fermo restando i poteri previsti dall’art. 8 comma 3 della L.R. n° 24/2005, così sostituito dall’art. 3 della L.R. n° 18/2006, sul territorio della Provincia di Campobasso la ricerca e la raccolta dei tartufi è consentita esclusivamente nei seguenti periodi:
Tartufo nero pregiato (T. Melanosporum Vitt.)
dal 15 novembre al 15 marzo
Tartufo bianco (T. magnatum Pico)
dal 15 ottobre al 31 dicembre
Tartufo d’estate o scorzone (T. Aestivum Vitt.)
dal 1° giugno al 30 agosto
Tartufo bianchetto o marzuolo (T. Borchi Vitt. o T. Albidum Pico)
dal 15 gennaio al 31 marzo
Tartufo nero d’inverno o trifola nera (T. Brumale Vitt.)
dal 1° gennaio al 15 marzo
Tartufo moscato (T. Brumale var. Moscatum De Ferry)
dal 1° dicembre al 15 marzo
Tartufo uncinato (T. Uncinatum chatin)
dal 15 ottobre al 31 dicembre
Tartufo nero liscio (T. Macrosporum Vitt.)
dal 15 ottobre al 31 dicembre;
Tartufo nero ordinario (T. Mesentericum Vitt.)
dal 15 ottobre al 31 gennaio
La ricerca e la raccolta dei tartufi è vietata nei mesi di aprile e settembre e comunque,
benché nel periodo autorizzato, da un’ora dopo il tramonto ad un’ora prima dell’alba.
La ricerca è, altresì, permessa per l’intera settimana.

RELAX nelle tartufaie?!?!?!?!?

Siamo nel periodo di chiusura per la ricerca del tartufo e, come da calendario, aspetto il 15 di ottobre per l’apertura del tartufo bianco. Mi auguro che quest’anno, durante il periodo di pausa, non arrivino i “bracconieri”. Uno dei fenomeni piu dannosi e al tempo stesso molto diffuso per le tartufaie è il bracconaggio. Il bracconiere è colui che non rispetta le regole, pertanto cercare tartufo nel periodo di chiusura diventa la cosa piu naturale di questo mondo. La gravità della ricerca del tubero, nei periodi di chiusura, sta nel fatto che questi periodi coincidono con i tempi di riproduzione del tartufo, pertanto scavare i cosiddetti FIORONI contribuisce alla inevitabile distruzione di questo patrimonio. Il tutto si aggrava perchè i “bracconieri”, nei periodi di riproduzione del tartufo, cavano senza l’ausilio del cane e utilizzano la zappa. Questo metodo, vietato, consiste nell’individuare una probabile tartufaia e intervenire con la zappa estirpando così il tartufo non maturo e distruggendo la rizosfera. Con questo sistema vengono distrutte ogni anno migliaia di tartufaie che, pur continuando la produzione, danno un prodotto scadente sia come qualità che come quantità. Naturalmente tale fenomeno non conosce restrizioni perchè i controlli sono molto scarsi, sia perchè i controllori sono pochi e sia perchè il controllo è davvero difficile. Infatti pensare di riuscire a controllorare il vasto ed impervio territorio tartufigeno è impresa davvero ardua. Bisognerebbe pensare ad un controllo alternativo, ad esempio l’autocontrollo fatto dagli stessi cercatori magari dopo aver frequentato un corso di formazione che dia le nozioni di base su come prevenire e reprimere il fenomeno del bracconaggio. Io spero che in futuro si riescano realmente a recepire le grandi potenzialità che ha il tartufo sia a livello culturale che a livello turistico.