Il Tartufo Estivo (Tuber Aestivum Vitt.)

Il Tuber Aestivum, meglio conosciuto come tartufo nero estivo o piu comunemente “scorzone” a causa della sua scorza ruvida, non ha la delicatezza e la finezza del profumo del tartufo nero invernale ma resta comunque un buon tartufo. E’ un tipo di tartufo molto resistente, quindi si mantiene più a lungo rispetto ad altre varietà, permettendone in questo modo un uso piu tranquillo.
La sua maturazione va da Maggio ad autunno inoltrato. Naturalmente i primi della stagione potranno avere una polpa che, essendo meno matura, sara’ piu chiara, con aspetto marmorizzato, mentre con l’inoltrarsi della stagione, a maturazione giusta virerà piu’ sul bruno. La sua grandezza varia da quella di una noce, ma non è raro rinvenire esemplari anche di una discreta grandezza, anche del peso di 1kg o piu.
Il tartufo nero estivo, si presta a svariati usi in cucina ed ha il pregio di avere sempre un prezzo abbordabile, anche nei periodi di raccolta piu scarsi. Il suo prezzo è più basso di quello invernale e questo lo rende molto usato e sfruttato per la realizzazione di piatti gustosissimi e non eccessivamente costosi per un lungo periodo dell’anno. Ottimo a fettine oppure tritato, fatto soffriggere con un po’ d’olio e uno spicchio d’aglio, sale e pepe si utilizza sui primi, secondi piatti, frittate e uova. La sua maggiore facilità di conservazione lo rende uno dei tartufi piu facili da usare in cucina, esso infatti viste le sue caratteristiche si mantiene piu a lungo e puo’ essere usato per periodi di tempo maggiori senza deteriorarsi. Qui  trovate tre ricette di alice.tv zucchine e tartufo ; funghi e tartufo e frittata con tartufo.

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Il Tubero Nero

Il tubero nero arriva al massimo della sua maturazione nel mese di agosto, quasi a fine stagione, quando le temperature arrivano a toccare i 30°/37° gradi. In tali condizioni, quando meno te lo aspetti, il cane ti accompagna verso l’odore intenso del tartufo sotto un grande rovo, ed è lì che appaiono tartufi profumatissimi  che ti cambiano l’umore della giornata. I tartufi del mese di agosto non sono di grandi dimensioni a causa proprio delle alte temperature ma, per questo,  sono tutti profumatissimi. Molti non sanno come usare il tartufo, e per questo oggi vi consiglio un piatto semplice e veloce per portare a tavola una margherita con una spolverata di tartufo nero estivo.

Uovo sodo con Tartufo Nero e olio extravergine di oliva (Gentile di Larino)

Anticipa la raccolta del tartufo estivo 2010

Al via la raccolta del tartufo estivo

L’amministrazione provinciale di Isernia si allinea a quella di Campobasso e apre le porte ai cercatori

L’amministrazione provinciale di Isernia autorizza, a partire da domenica 16 maggio 2010 la raccolta del tartufo estivo o scorzone. La decisione è stata assunta dopo aver preso atto dell’intenzione di anticipare il periodo di raccolta del Tuber aestivum anche da parte della Provincia di Campobasso. “L’apertura anticipata della raccolta dello scorzone – ha precisato l’assessore all’Agroindustria (Sviluppo e Produzione tartuficola), Francesco Del Basso – è stata proposta di comune accordo con l’assessore provinciale Michelino Borgia di Campobasso e il collega della Provincia di Chieti Eugenio Caporrella. Il provvedimento – ha aggiunto – si è reso necessario in seguito alle numerose richieste pervenuteci dai cercatori ed in conseguenza dell’andamento climatico che ha favorito l’anticipo della produzione del Tuber aestivum”. Durante la riunione dell’esecutivo dell’11 maggio scorso il presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto, ha fatto il punto sull’azione di rilancio del settore tartuficolo, soffermandosi in particolar modo sull’instancabile attività di controllo del territorio finalizzato al contrasto alla raccolta abusiva di tartufi in Provincia di Isernia. “Abbiamo messo in campo – ha precisato il presidente Mazzuto – un’azione sinergica tra il nostro Ente e tutti gli attori della filiera: i cercatori di tartufo, i commercianti e le associazioni di settore, al fine di sviluppare nella nostra provincia un’economia che ruoti attorno a questo pregiato tubero. È un progetto ambizioso che porterà a legare in maniera inscindibile il tartufo al nostro territorio, anche mediante lo sviluppo di un turismo enogastronomico di qualità”.

Svelato il Dna del tartufo nero: nuova arma contro le frodi

 

Sono anni ormai che l’Italia cerca un sistema per difendersi dai tartufi contraffatti e tutelare la qualità del suo “oro nero” e adesso forse l’ha trovata.

Il merito è di una ricerca italo-francese, pubblicata sulla rivista Nature, che ha permesso di tracciare la mappa del Dna del tartufo nero, la prima di un fungo commestibile.Tutto è partito da Torino, nel 2007, quando cinquanta ricercatori italiani e francesi si sono riuniti in un consorzio e hanno avviato il progetto al quale poi hanno lavorato gruppi del Cnr di Torino e Perugia e le università di Parma, Torino, Bologna, L’Aquila, la “Sapienza” di Roma e Urbino.

Il risultato è un tracciato che – spiega Paola Bonfante dell’Istituto per la protezione delle piante del Cnr e dell’università di Torino – «permetterà di avere a disposizione migliaia di marcatori, impronte genetiche che permetteranno di tracciare i tartufi sulla base della provenienza, fornendo una sorta di certificazione del prodotto da usare anche come strumento anti-frode». Ogni anno, infatti, vengono scoperti quintali di prodotti contraffatti e tutti i tentativi di arginare il fenomeno finora non hanno dato i risultati sperati.

Il problema nasce perché il Tuber melanosporum, la varietà più pregiata tra i tartufi neri il cui prezzo oscilla tra i 900 e i 2.500 euro al chilogrammo, ha dei parenti prossimi che possono trarre in inganno anche un occhio esperto. Ad esempio, il Tuber indicum, proveniente dall’Asia e sbarcato in Europa negli anni ’90, ha un aspetto molto simile al parente “nobile” eppure non possiede alcuna proprietà organolettica.

La mappa quindi aiuterà a conferire al tartufo nero una sorta di marchio di garanzia, ma fornirà anche informazioni essenziali sulle regioni del genoma responsabili dell’aroma permettendo, entro breve tempo, di definire un profilo genetico-molecolare che coniughi origine geografica e profumo. Inoltre, i marcatori genetici svelano i meccanismi di alleanza fra il pregiato tubero e le radici di alcuni alberi, come quercia, nocciolo, salice o leccio, perché, come molti funghi, il tartufo nero produce sulle radici, in un rapporto di tipo simbiotico, alcune strutture chiamate micorrize che sono essenziali per il suo ciclo vitale e importanti per le proprietà organolettiche.

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Magnate cinese si aggiudica all’asta il tartufo molisano dei record

Stanley Ho anche quest’anno ha battuto gli chef italiani, acquistando un tubero da 900 grammi trovato in Molise, per 250mila dollari. Si è conclusa così l’iniziativa di beneficenza, che ogni anno si svolge in un lussuoso hotel della capitale.

Il maxitartufo bianco da 900 grammi trovato in Molise acquistato per 250mila dollari dal magnate Stanley Ho. Il cinese ha fatto il bis, e come lo scorso anno si è aggiudicato il tubero dei record. E’ stato questo l’esito dell’asta internazionale del tartufo italiano che si è svolta sabato 12 dicembre a Roma, nell’albergo Westin Excelsior, che ha visto la partecipazione dell’assessorato regionale all’Agricoltura, al Turismo e dell’Ept di Campobasso. Ho si è portato a casa anche un altro tartufo più piccolo, di 350 grammi, raccolto in Toscana.
Il cinese aveva acquistato il tubero più grande trovato in Molise nel 2008, sempre dal “tartufaio” di Frosolone Ernesto Di Iorio con l’aiuto del suo cane nei boschi di Salcito. Un chilo e 80 grammi, il tubero dei record era stato battuto all’asta per 200.000 dollari, aggiudicato da Stanley Ho che aveva battuto la concorrenza degli sceicchi arabi.

L’asta, organizzata a scopo benefico da Giselle Oberti e presentata da Massimo Giletti, ha raccolto nell’edizione del 2009 in totale oltre trecentomila dollari dai vari lotti di tartufi e vini pregiati battuti all’asta all’Hotel Excelsior di Roma. Tra i protagonisti delle varie offerte si sono distinti anche alcuni noti chef italiani. Filippo La Mantia si è aggiudicato un lotto di tartufi per 7.000 euro e lo chef torinese Nicola Batavia ha provato fino all’ultimo a sfidare il magnete cinese, spingendosi fino ad un’offerta di 225.000 dollari.

«Peccato che il maxitartufo non sia finito in mani italiane. L’importante - commenta Batavia - è aver raccolto una bella cifra che andrà ad aiutare chi più ne ha bisogno. È per questo che sono venuto». Se avesse portato a casa il tartufo, Batavia era pronto a cucinarlo per i suoi amici nel modo classico e suspecialità regionali, «per esempio - osserva - spolverandolo su una bella fonduta o i tajarin (finissimi tagliolini) che mi ha insegnato a fare mia madre».

«Quest’anno la crisi ha spinto leggermente al ribasso i prezzi dei tartufi e un chilo di bianco oscilla tra i 1.500-3.500 euro - spiega l’esperto Ernesto Di Iorio che ha donato il maxitartufo da 900 grammi - La fascia di clienti abituata a mangiarlo certamente però non deve fare i conti con la crisi e difatti per Natale e Capodanno le richieste sono rimasti stabili».

Asta Internazionale del Tartufo ItalianoLondon - Rome - Moscow - Macaosabato 12 dicembre 2009

 LA 2ª EDIZIONE   DELL’ ASTA INTERNAZIONALE DEL TARTUFO ITALIANO SI TERRA’ SABATO 12 DICEMBRE ALLE ORE 14.00 DALL’ HOTEL THE WESTIN EXCELSIOR DI ROMA IN COLLEGAMENTO TV VIA SATELLITE CON LONDRA, MOSCA E MACAO

Dopo l’eclatante risultato della prima edizione dell’ ”Asta Internazionale del Tartufo Italiano”, lo scorso anno a Roma,  con la vendita del tartufo più grande del 2008, del peso di Kg 1.100, per 200.000 Dollari, acquistato dal magnate cinese Stanley Ho, Giselle Oberti, producer ed ideatrice dell’asta, ha voluto continuare sulla stessa strada, ovvero superare le frontiere “interregionali” in materia di tartufo bianco pregiato, considerando che i tempi sono ormai maturi per unire tutta l’Italia del Tuber Magnatum Pico, dal Piemonte alla Sicilia, passando dall’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, le Marche e il Molise. Questa seconda edizione, realizzata con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e con il contributo economico di BUONITALIA, devolverà il totale del ricavato dell’asta in beneficenza alle diverse fondazioni dei Paesi partecipanti: AIPD, Associazione Italiana Persone Down, sezione Marca Trevigiana e Operation Smile per la sede italiana; al Kids Company per quella inglese; alla Scuola Convitto n°51 per i minori orfani e minori senza patria potestà di San Pietroburgo per la sede russa e, per la Cina, si devolveranno i fondi ricavati alla Caritas Macao. L’Asta Internazionale del Tartufo Italiano, unica al mondo nel suo genere, si collegherà via satellite sabato 12 dicembre alle ore 14.00, da uno dei più prestigiosi e storici alberghi della capitale, The Westin Excelsior Rome, con il ristorante APSLEYS dello chef pluri-stellato Heinz Beck presso THE LANESBOROUGH HOTEL di Londra; con il lussuoso e fastoso hotel sette stelle di Macao THE GRAND LISBOA, la nuova mecca del lusso per il gioco d’azzardo della Cina, che ha già superato gli incassi della storica Las Vegas. E’ qui che il noto chef Alfonso Iaccarino ha aperto il suo primo ristorante estero “Don Alfonso 1890”. Infine ci collegheremo con il ristorante SEMIFREDDO, dello chef Nino Graziano, 2 stelle Michelin, a Mosca.Circa 200 persone per sede saranno pronte a lanciarsi la sfida a chi strapperà il tartufo bianco italiano più bello e più grande agli altri partecipanti.L’asta verrà battuta da Christie’s e sarà quindi una vera asta professionale, con tartufi bianchi pregiati, di rilevanti pezzature, provenienti dai diversi angoli dell’Italia.Giselle Oberti, Producer “Asta Internazionale del Tartufo Italiano”

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Tutti i tartufi bianchi finiscono ad Alba?

 

“Il tartufo è una truffa” dice Aldo Cazzullo
Lo spunto per questo post sui tartufi bianchi di Alba che di Alba non sono ma vengono pagati come tali me lo ha dato un articolo di Aldo Grasso “La tartufesta di Belen” sul Magazine del Corriere della sera.
Aldo Grasso, che è piemontese come Cazzullo, lo spunto lo aveva avuto dalla notizia che Belen Rodriguez, l’argentina bonazza che sta col trucido Fabrizio Corona, era stata contestata dal sindaco di Alba che non l’aveva pagata per essere arrivata tardi alla premiazione e asta dei tartufi.
“Noi langhetti siamo strani - dice Grasso - ci riempiamo la bocca di Fenoglio e Pavese ma quando dobbiamo rifilare ai turisti i tartufi non ci facciamo scrupoli: Belen Rodriguez ma anche Mara Venier…”.
Giustamente viene usato il termine rifilare perché la grande truffa che si nasconde dietro al fenomeno Tartufo di Alba, che sembra essere sempre disponibile, non viene quasi mai affrontata e quindi fa piacere leggere che almeno due piemontesi hanno il coraggio di denunciare un comportamento fuori da qualunque controllo.
Alba come Corleone?
Le domande che ogni consumatore ha in mente sono:
1) chi garantisce che i tartufi bianchi che vengono venduti come tartufi di Alba siano veramente del territorio?
2) perché i tartufi di Alba costano molto di più degli altri tartufi bianchi?
3) qualcuno saprebbe distinguere un buon tartufo bianco non di Alba da uno di Alba? Io sono pronto a scommettere di no con chiunque.
4) Io non mi dimentico lo scandalo del metanolo: allora tutti sapevano e vedevano le autobotti che uscivano al casello di Asti ma nessuno parlava.
Oggi tutti sanno che se si porta del tartufo bianco ad Alba si guadagna un 25% in più, come minimo, e quindi i mercanti di Alba comprano tartufi bianchi un po’ dovunque, tutti lo sanno ma nessuno parla.

Stefano Bonilli

I CORTI DI MOLISECINEMA PROIETTATI OGGI A ROMA

Serata speciale di MoliseCinema: l’appuntamento è per oggi dalle 20 alle 24 in piazza Farnese a Roma. Parteciperanno molti dei protagonisti del festival e verranno proiettati una selezione di corti che hanno partecipato all’ultima edizione, il corto “Appuntamento al Roma”, dedicato alla riapertura del cinema di Casacalenda, e l’anticipazione di “Camera mia” di Alessandro Piva, il progetto audiovisivo internazionale sulla condizione giovanile promosso da MoliseCinema. La serata, che si terrà nel Wine bar Camponeschi di piazza Farnese, un locale molto noto nella capitale per iniziative artistiche e culturali, è realizzata in collaborazione con “Perle del Molise”, l’azienda di Larino che valorizza il tartufo molisano. L’evento di MoliseCinema rientra nella programmazione della Settimana sullo sviluppo sostenibile promossa dall’Unesco (Commissione nazionale italiana) e dedicata al tema “città e cittadinanza” che comprende oltre 700 iniziative in tutta Italia. La riapertura dei cinema nei piccoli paesi, che MoliseCinema sostiene fin dall’inizio della sua attività, rappresenta proprio “un diritto di cittadinanza” che si inquadra in un modello di sviluppo delle comunità in cui l’accesso alle risorse culturali e al cosiddetto patrimonio immateriale sia garantito a tutti. Anche il progetto audiovisivo “Camera mia” di Alessandro Piva, che per una parte è stato realizzato durante l’ultima edizione di MoliseCinema, è ispirato al tema della diversità culturale ed è patrocinato dalla Commissione nazionale italiana dell’Unesco.

XI Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba tra Grinzane Cavour e Hong Kong

Profumato e quasi perfetto nella sua conformazione, composto da 750 grammi, questo è il tartufo che è stato battuto per 100 mila euro.

L’Asta Mondiale del Tartufo si è svolta, domenica 8 novembre, presso il Castello di Grinzane Cavour in collegamento diretto con il prestigioso Crown Wine Cellars di Hong Kong. Ogni sede, aveva a disposizione cinque favolosi tartufi da battere all’asta per i propri clienti, mentre, il sesto esposto a Grinzane, veniva battuto in contemporanea tra le due sedi. Dopo una lunga lotta al rialzo, (tra cifre in dollari ed euro) il prezioso tubero è volato a Hong Kong. Non è servito l’impegno del conduttore Linus con la simpatica madrina Mara Venier, in complicità con Enzo Iacchetti che, si aggirava in mezzo alla sala e tra gli ospiti per mantenere il favoloso tartufo nella propria terra. Una diretta con colazione a Grinzane Cavour e cena a Hong Kong e, proprio un ospite della celebre cantina asiatica si è aggiudicato il prezioso tartufo bianco d’Alba.

L’Asta conclusiva si è chiusa con un valore di 250 mila euro.

Al Crown Wine Cellars di Hong Kong erano collegati Alfredo Boratto, Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei vini di Alba e il console italiano Alessandro De Pedys che ha raccolto e donato 50 mila dollari (34.111,07 euro) agli abitanti di Tempera, frazione del Comune di L’Aquila che, quest’anno beneficerà del ricavato dell’Asta. In sala era presente una delegazione in rappresentanza della comunità abruzzese.

I cinque tartufi battuti all’asta nella sede di Grinzane Cavour sono stati i seguenti:

1° Tartufo (Enaudi) di 260 grammi battuto a 4.000,00 euro
2° Tartufo di 320 grammi battuto a 6.200,00 euro
3° Tartufo (Robaldo) di 200 grammi battuto a 5.000,00 euro
4° Tartufo (Bera) di 385 grammi battuto a 7.700,00 euro
5° Tartufo di 455 grammi battuto a 9.000,00 euro
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Tartufo bianco da 700 grammi trovato in Molise

Un magnifico esemplare di Tuber Magnatum Pico, volgarmente detto Tartufo Bianco, è stato escavato nei giorni scorsi sulle colline molisane che ancora una volta sono state generose nei confronti di uno dei tanti cercatori.
Lo splendido esemplare, rappresentato in foto, non è di una pezzatura eccezionale, ovvero di quelle che superano il kilo, ma i suoi 724 grammi rappresentano una pezzatura di tutto rispetto e che sicuramente inorgogliscono il fortunato cercatore che lo ha rinvenuto.