Stanley Ho anche quest’anno ha battuto gli chef italiani, acquistando un tubero da 900 grammi trovato in Molise, per 250mila dollari. Si è conclusa così l’iniziativa di beneficenza, che ogni anno si svolge in un lussuoso hotel della capitale.
Il maxitartufo bianco da 900 grammi trovato in Molise acquistato per 250mila dollari dal magnate Stanley Ho. Il cinese ha fatto il bis, e come lo scorso anno si è aggiudicato il tubero dei record. E’ stato questo l’esito dell’asta internazionale del tartufo italiano che si è svolta sabato 12 dicembre a Roma, nell’albergo Westin Excelsior, che ha visto la partecipazione dell’assessorato regionale all’Agricoltura, al Turismo e dell’Ept di Campobasso. Ho si è portato a casa anche un altro tartufo più piccolo, di 350 grammi, raccolto in Toscana.
Il cinese aveva acquistato il tubero più grande trovato in Molise nel 2008, sempre dal “tartufaio” di Frosolone Ernesto Di Iorio con l’aiuto del suo cane nei boschi di Salcito. Un chilo e 80 grammi, il tubero dei record era stato battuto all’asta per 200.000 dollari, aggiudicato da Stanley Ho che aveva battuto la concorrenza degli sceicchi arabi.
L’asta, organizzata a scopo benefico da Giselle Oberti e presentata da Massimo Giletti, ha raccolto nell’edizione del 2009 in totale oltre trecentomila dollari dai vari lotti di tartufi e vini pregiati battuti all’asta all’Hotel Excelsior di Roma. Tra i protagonisti delle varie offerte si sono distinti anche alcuni noti chef italiani. Filippo La Mantia si è aggiudicato un lotto di tartufi per 7.000 euro e lo chef torinese Nicola Batavia ha provato fino all’ultimo a sfidare il magnete cinese, spingendosi fino ad un’offerta di 225.000 dollari.
«Peccato che il maxitartufo non sia finito in mani italiane. L’importante - commenta Batavia - è aver raccolto una bella cifra che andrà ad aiutare chi più ne ha bisogno. È per questo che sono venuto». Se avesse portato a casa il tartufo, Batavia era pronto a cucinarlo per i suoi amici nel modo classico e suspecialità regionali, «per esempio - osserva - spolverandolo su una bella fonduta o i tajarin (finissimi tagliolini) che mi ha insegnato a fare mia madre».
«Quest’anno la crisi ha spinto leggermente al ribasso i prezzi dei tartufi e un chilo di bianco oscilla tra i 1.500-3.500 euro - spiega l’esperto Ernesto Di Iorio che ha donato il maxitartufo da 900 grammi - La fascia di clienti abituata a mangiarlo certamente però non deve fare i conti con la crisi e difatti per Natale e Capodanno le richieste sono rimasti stabili».
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