Il Marzuolo

Come ben sapete diverse sono le tipologie esistenti di tartufi; in questo periodo una particolare attenzione merita il Tartufo Bianchetto o Marzuolo, il cui nome scientifico è quello di Tuber Borchii Vittadini. E’ un tartufo molto ricercato, per tradizione, nelle zone del Centro Italia ed in particolare nelle zone della Toscana, delle Marche, dell’Abruzzo e del Molise, nonostante abbia un valore commerciale inferiore al tartufo bianco. Comunque il tartufo bianchetto ha moltissimi estimatori e viene raccolto e consumato in grandi quantità.
Esteriormente può essere confuso con il Tuber Magnatum Pico, poiché in origine si presenta con le stesse caratteristiche, irregolare, liscio e di colore bianco sporco ma quando giunge a maturazione diventa più scuro. Anche la gleba, anch’essa chiara al taglio, passa al rosso scuro nel giro di poco tempo. L’odore è la caratteristica che lo contraddistingue dal tartufo bianco, perché se all’inizio è tenue e gradevole in un secondo momento diventa aglioso e nauseante. Il Bianchetto cresce in terreni di tipo calcareo, spesso nei boschi di querce e nelle pinete. Il periodo di raccolta è da Gennaio a Marzo ma può variare da zona a zona.
In cucina il bianchetto si abbina benissimo a risotti, lasagne, ravioli alla panna, carni bianche, insalate di funghi e antipasti in genere, e al classico uovo all’occhio di bue.
Per quanto riguarda la sua conservazione e’ possibile effettuarla in diversi modi, ma è consigliato, in particolare, utilizzare un contenitore a chiusura ermetica, in modo che il profumo non si disperda. Prima di porre il tartufo nell’apposito contenitore bisogna pulirlo: la pulizia va fatta con uno spazzolino o con un pennellino per eliminare la maggior parte della terra, quindi con un panno per togliere la rimanenza, il tutto con delicatezza.

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OLio extravergine: “La Monocultivar Gentile di Larino”

Olio di oliva extravergine Gentile di Larino proveniente dall’oliveto Gammieri in c.da Monte in Larino (Campobasso)
Olio prodotto da olive della varietà “Gentile di Larino”, molite entro le 24 ore dalla raccolta. La molitura, a freddo, è stata effettuata in frantoio dotato di impianto a ciclo continuo della Ditta Rapanelli. Il confezionamento in latta di stagnola ed in bottiglia di vetro, dotata di sigillo di garanzia, è avvenuto subito dopo la molitura. L’olio non è stato sottoposto a filtraggio: conserva pertanto tutte le sue naturali spiccate proprietà organolettiche. La comparsa di una modesta sedimentazione, dopo lungo riposo, è conferma di genuinità del prodotto, l’oliva Gentile di Larino è una cultivar autoctona, tipica delle colline larinesi (380 m s/m). La coltura dell’olivo a Larino ha una tradizione millenaria: lo documenta l’esistenza in loco di molazze di pietra vulcanica risalenti ad oltre 2000 anni fa.

Caratteristiche organolettiche

Olio di colore verde con riflessi giallo oro; di sapore fruttato leggero-medio, fresco, tendente all’erbaceo.
Al gusto risulta leggermente amaro e piccante, sentore che per l’olio extravergine di oliva di prima spremitura rappresenta indice di assoluta genuinità e qualità, in quanto testimonia la presenza di polifenoli che hanno funzione salutare antiossidante.
Con il tempo il sentore di piccante tende ad attenuarsi e a scomparire. Annata 2009: olio extravergine di qualità eccellente, con tenore di acidità molto vicino allo zero.

Riconoscimenti assegnati ai migliori oli prodotti in Molise

Sabato 19 dicembre a Larino si è tenuta la VI edizione del premio “Goccia d’oro”, manifestazione creata per valorizzare e premiare i migliori Oli Extravergine d’oliva della regione Molise. Anche quest’anno l’evento ha confermato tutto il suo valore, quello di vetrina d’eccezione per le produzioni locali di qualità in materia di oro verde, ed ha visto tra i partecipanti anche l’olio “Perle del Molise”.

Si, avete letto bene, Perle del Molise non è solo tartufo!

Alla presenza della stampa regionale, del consigliere regionale Michele Pangia nella sua qualità di presidente degli Amici della Città dell’Olio, del consigliere comunale Pasquale Di Lena indiscusso esperto in materia e fondatore della Città dell’olio quindici anni fa a Larino, e di alcuni degli esperti assaggiatori, e naturalmente del capo Panel Maurizio Corbo, le gocce del premio sono state formalmente assegnate a tre oli, selezionati dalla giuria di esperti. Il premio dei migliori oli nelle tre categorie, fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso, è andato rispettivamente alla Cooperativa olearia larinese, all’oleificio di Bruno Mottillo di Larino ed all’azienda Marina Colonna srl di San Martino in Pensilis. Quest’anno inoltre sono stati premiati per la prima volta altri sei oli, giudicati da due giurie decisamente particolari: una formata dai ragazzi di quarta elementare dell’istituto comprensivo A. Magliano, ed una seconda formata da medici capitanati dal Dr. Fabrizio.Un risultato che conferma la qualità indiscussa dei 26 oli finalisti su 44 presentati della sesta edizione del Goccia d’oro che con il nuovo modo di valutazione ha decretato il successo di ben nove oli diversi a riprova della bontà delle produzioni locali.

Ed è con orgoglio che annuncio la presenza del MIO olio “Perle del Molise” tra i 26 finalisti!                                                                                                                    

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I miei più sinceri auguri di un sereno Natale ed un felice Anno Nuovo ricco di soddisfazioni!

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Bruschetta per la vigilia di Natale

Bruschetta con Salmone e Burro al Tartufo Bianco.

Quella che vi presento oggi non è una vera e propria ricetta, ma un suggerimento alternativo alla tradizionale bruschetta con il pomodoro.

Il segreto di questo piatto è tirare fuori il salmone dal frigorifero, almeno un’ora prima, perchè raggiunga la temperatura ambiente. Alcuni preferiscono sfilettare il salmone, io preferisco lasciarlo a fette. Accendete il forno a 200° e aspettate che si scaldi a dovere.
Affettate la pagnotta di pane del giorno prima e Infornate le fette lasciando dorare la superficie dopo averle girate almeno una volta.
Tirate fuori il pane ancora caldo e spalmatevi un ricciolo di burro al tartufo bianco, adagiatevi il salmone a fette e…..la bruschette è pronta per essere mangiata.

Vino consigliato: Falanghina del Molise

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Magnate cinese si aggiudica all’asta il tartufo molisano dei record

Stanley Ho anche quest’anno ha battuto gli chef italiani, acquistando un tubero da 900 grammi trovato in Molise, per 250mila dollari. Si è conclusa così l’iniziativa di beneficenza, che ogni anno si svolge in un lussuoso hotel della capitale.

Il maxitartufo bianco da 900 grammi trovato in Molise acquistato per 250mila dollari dal magnate Stanley Ho. Il cinese ha fatto il bis, e come lo scorso anno si è aggiudicato il tubero dei record. E’ stato questo l’esito dell’asta internazionale del tartufo italiano che si è svolta sabato 12 dicembre a Roma, nell’albergo Westin Excelsior, che ha visto la partecipazione dell’assessorato regionale all’Agricoltura, al Turismo e dell’Ept di Campobasso. Ho si è portato a casa anche un altro tartufo più piccolo, di 350 grammi, raccolto in Toscana.
Il cinese aveva acquistato il tubero più grande trovato in Molise nel 2008, sempre dal “tartufaio” di Frosolone Ernesto Di Iorio con l’aiuto del suo cane nei boschi di Salcito. Un chilo e 80 grammi, il tubero dei record era stato battuto all’asta per 200.000 dollari, aggiudicato da Stanley Ho che aveva battuto la concorrenza degli sceicchi arabi.

L’asta, organizzata a scopo benefico da Giselle Oberti e presentata da Massimo Giletti, ha raccolto nell’edizione del 2009 in totale oltre trecentomila dollari dai vari lotti di tartufi e vini pregiati battuti all’asta all’Hotel Excelsior di Roma. Tra i protagonisti delle varie offerte si sono distinti anche alcuni noti chef italiani. Filippo La Mantia si è aggiudicato un lotto di tartufi per 7.000 euro e lo chef torinese Nicola Batavia ha provato fino all’ultimo a sfidare il magnete cinese, spingendosi fino ad un’offerta di 225.000 dollari.

«Peccato che il maxitartufo non sia finito in mani italiane. L’importante - commenta Batavia - è aver raccolto una bella cifra che andrà ad aiutare chi più ne ha bisogno. È per questo che sono venuto». Se avesse portato a casa il tartufo, Batavia era pronto a cucinarlo per i suoi amici nel modo classico e suspecialità regionali, «per esempio - osserva - spolverandolo su una bella fonduta o i tajarin (finissimi tagliolini) che mi ha insegnato a fare mia madre».

«Quest’anno la crisi ha spinto leggermente al ribasso i prezzi dei tartufi e un chilo di bianco oscilla tra i 1.500-3.500 euro - spiega l’esperto Ernesto Di Iorio che ha donato il maxitartufo da 900 grammi - La fascia di clienti abituata a mangiarlo certamente però non deve fare i conti con la crisi e difatti per Natale e Capodanno le richieste sono rimasti stabili».

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Asta Internazionale del Tartufo ItalianoLondon - Rome - Moscow - Macaosabato 12 dicembre 2009

 LA 2ª EDIZIONE   DELL’ ASTA INTERNAZIONALE DEL TARTUFO ITALIANO SI TERRA’ SABATO 12 DICEMBRE ALLE ORE 14.00 DALL’ HOTEL THE WESTIN EXCELSIOR DI ROMA IN COLLEGAMENTO TV VIA SATELLITE CON LONDRA, MOSCA E MACAO

Dopo l’eclatante risultato della prima edizione dell’ ”Asta Internazionale del Tartufo Italiano”, lo scorso anno a Roma,  con la vendita del tartufo più grande del 2008, del peso di Kg 1.100, per 200.000 Dollari, acquistato dal magnate cinese Stanley Ho, Giselle Oberti, producer ed ideatrice dell’asta, ha voluto continuare sulla stessa strada, ovvero superare le frontiere “interregionali” in materia di tartufo bianco pregiato, considerando che i tempi sono ormai maturi per unire tutta l’Italia del Tuber Magnatum Pico, dal Piemonte alla Sicilia, passando dall’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, le Marche e il Molise. Questa seconda edizione, realizzata con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e con il contributo economico di BUONITALIA, devolverà il totale del ricavato dell’asta in beneficenza alle diverse fondazioni dei Paesi partecipanti: AIPD, Associazione Italiana Persone Down, sezione Marca Trevigiana e Operation Smile per la sede italiana; al Kids Company per quella inglese; alla Scuola Convitto n°51 per i minori orfani e minori senza patria potestà di San Pietroburgo per la sede russa e, per la Cina, si devolveranno i fondi ricavati alla Caritas Macao. L’Asta Internazionale del Tartufo Italiano, unica al mondo nel suo genere, si collegherà via satellite sabato 12 dicembre alle ore 14.00, da uno dei più prestigiosi e storici alberghi della capitale, The Westin Excelsior Rome, con il ristorante APSLEYS dello chef pluri-stellato Heinz Beck presso THE LANESBOROUGH HOTEL di Londra; con il lussuoso e fastoso hotel sette stelle di Macao THE GRAND LISBOA, la nuova mecca del lusso per il gioco d’azzardo della Cina, che ha già superato gli incassi della storica Las Vegas. E’ qui che il noto chef Alfonso Iaccarino ha aperto il suo primo ristorante estero “Don Alfonso 1890”. Infine ci collegheremo con il ristorante SEMIFREDDO, dello chef Nino Graziano, 2 stelle Michelin, a Mosca.Circa 200 persone per sede saranno pronte a lanciarsi la sfida a chi strapperà il tartufo bianco italiano più bello e più grande agli altri partecipanti.L’asta verrà battuta da Christie’s e sarà quindi una vera asta professionale, con tartufi bianchi pregiati, di rilevanti pezzature, provenienti dai diversi angoli dell’Italia.Giselle Oberti, Producer “Asta Internazionale del Tartufo Italiano”

Leggi tutto l’articolo via bongusto

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Un tartufo molisano è per sempre! A Telethon un tartufo che vale più di un diamante

iselle Oberti ha seguito la scia inebriante dei tartufi del Molise ed è andata a prendere il più bello di tutti. Incaricata da Telethon per scovare i ‘gioielli’ più preziosi da offrire in beneficenza per la causa della ricercxa scientifica, ha trovato un tartufo di 860 grammi offerto dalla azienda Tartufo Principe di Frosolone

Un vero gioiello generosamente offerto dalla terra buona del Molise. Servirà a dare un prezioso sostegno alla ricerca per lo studio delle malattie genetiche, progetto promosso ormai da molti anni da Telelthon.

Il treno della solidarietà che non è solo generosa ma soprattutto concreta, si è fermato a Frosolone. E da lì, con un carico odoroso di tartufo, è ripartito.

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Natale 2009

Perle del Molise propone confezioni Regalo ideali per amici e parenti, ma anche come regalo aziendale. Un dono particolare che racchiude i sapori, in omaggio all’enogastronomia del Molise, una terra ricca di storia, di tradizioni e sopratutto di prelibatezze alimentari ancora prodotte con metodi artigianali e materie prime naturali.

SFIZIOSO   € 40,00

  • Burro al Tartufo Bianco g 80
  • Salsa Tartufata g 175
  • Riso Tartufato g 500
  • Olio extravergine d’oliva ml 500
  • Biscotti Torroncini g 300
  • Vino ” Petriera” IGT Terre degli Osci Bianco ml 750

GUSTOSO € 48,00

  • Porcini e Tartufo Bianco g 80
  • Burro al Tartufo Bianco g 80
  • Salsa Tartufata g 175
  • Polenta Tartufata g 440
  • Olio extravergine d’oliva ml 500
  • Biscotti Torroncini g 300
  • Vino “Petriera” IGT Terre degli Osci Rosso ml 750

FESTOSO € 67,00

  • Porcini e Tartufo Bianco g 80
  • Miele al Tartufo Bianco g 110
  • Tartufo Nero Intero g 30
  • Polenta Tartufata g 440
  • Brecce di Tartufo Nero g 85
  • Olio extravergine d’oliva ml 500
  • Mostaccioli g 300
  • Vino “Catabbo” Molise Rosso DOC ml 750

GOLOSO € 87,00

  • Burro al Tartufo Bianco g 80
  • Porcini e Tartufo Bianco g 80
  • Miele al Tartufo Bianco g 110
  • Salsa Tartufata g 175
  • Brecce di Tartufo Nero g 85
  • Carpaccio di Tartufo Nero g 85
  • Olio extravergine d’oliva ml 500
  • Biscotti Torroncini g 300
  • Mostaccioli g 300
  • Vino “Catabbo” Tintilia del Molise DOC ml 750

Perle del Molise confezionerà con cura e raffinatezza.

Festeggiate il Natale inviando, comodamente da casa vostra, un regalo unico e inimitabile che giungerà gradito e inaspettato.

Per ordinare: info@perledelmolise.it Fax: +39 0874 822994 Cell. +39 3482537628

Perle del Molise consegna in tutta Italia e all’estero grazie alla Partnership con le aziende Leader nella Logistica.

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Tutti i tartufi bianchi finiscono ad Alba?

 

“Il tartufo è una truffa” dice Aldo Cazzullo
Lo spunto per questo post sui tartufi bianchi di Alba che di Alba non sono ma vengono pagati come tali me lo ha dato un articolo di Aldo Grasso “La tartufesta di Belen” sul Magazine del Corriere della sera.
Aldo Grasso, che è piemontese come Cazzullo, lo spunto lo aveva avuto dalla notizia che Belen Rodriguez, l’argentina bonazza che sta col trucido Fabrizio Corona, era stata contestata dal sindaco di Alba che non l’aveva pagata per essere arrivata tardi alla premiazione e asta dei tartufi.
“Noi langhetti siamo strani - dice Grasso - ci riempiamo la bocca di Fenoglio e Pavese ma quando dobbiamo rifilare ai turisti i tartufi non ci facciamo scrupoli: Belen Rodriguez ma anche Mara Venier…”.
Giustamente viene usato il termine rifilare perché la grande truffa che si nasconde dietro al fenomeno Tartufo di Alba, che sembra essere sempre disponibile, non viene quasi mai affrontata e quindi fa piacere leggere che almeno due piemontesi hanno il coraggio di denunciare un comportamento fuori da qualunque controllo.
Alba come Corleone?
Le domande che ogni consumatore ha in mente sono:
1) chi garantisce che i tartufi bianchi che vengono venduti come tartufi di Alba siano veramente del territorio?
2) perché i tartufi di Alba costano molto di più degli altri tartufi bianchi?
3) qualcuno saprebbe distinguere un buon tartufo bianco non di Alba da uno di Alba? Io sono pronto a scommettere di no con chiunque.
4) Io non mi dimentico lo scandalo del metanolo: allora tutti sapevano e vedevano le autobotti che uscivano al casello di Asti ma nessuno parlava.
Oggi tutti sanno che se si porta del tartufo bianco ad Alba si guadagna un 25% in più, come minimo, e quindi i mercanti di Alba comprano tartufi bianchi un po’ dovunque, tutti lo sanno ma nessuno parla.

Stefano Bonilli

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I CORTI DI MOLISECINEMA PROIETTATI OGGI A ROMA

Serata speciale di MoliseCinema: l’appuntamento è per oggi dalle 20 alle 24 in piazza Farnese a Roma. Parteciperanno molti dei protagonisti del festival e verranno proiettati una selezione di corti che hanno partecipato all’ultima edizione, il corto “Appuntamento al Roma”, dedicato alla riapertura del cinema di Casacalenda, e l’anticipazione di “Camera mia” di Alessandro Piva, il progetto audiovisivo internazionale sulla condizione giovanile promosso da MoliseCinema. La serata, che si terrà nel Wine bar Camponeschi di piazza Farnese, un locale molto noto nella capitale per iniziative artistiche e culturali, è realizzata in collaborazione con “Perle del Molise”, l’azienda di Larino che valorizza il tartufo molisano. L’evento di MoliseCinema rientra nella programmazione della Settimana sullo sviluppo sostenibile promossa dall’Unesco (Commissione nazionale italiana) e dedicata al tema “città e cittadinanza” che comprende oltre 700 iniziative in tutta Italia. La riapertura dei cinema nei piccoli paesi, che MoliseCinema sostiene fin dall’inizio della sua attività, rappresenta proprio “un diritto di cittadinanza” che si inquadra in un modello di sviluppo delle comunità in cui l’accesso alle risorse culturali e al cosiddetto patrimonio immateriale sia garantito a tutti. Anche il progetto audiovisivo “Camera mia” di Alessandro Piva, che per una parte è stato realizzato durante l’ultima edizione di MoliseCinema, è ispirato al tema della diversità culturale ed è patrocinato dalla Commissione nazionale italiana dell’Unesco.

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